Il tempo imperfetto in italiano è fondamentale per comunicare correttamente in determinate situazioni. Leggi l’articolo per scoprire come si fa e quando si usa.
L’imperfetto indicativo è un tempo verbale estremamente utilizzato nella lingua italiana in una pluralità di contesti che si riferiscono al passato. Trattandosi di una forma verbale presente solo nelle “lingue romanze”, può presentare un certo livello di difficoltà per gli studenti stranieri la cui lingua madre non lo prevede.
Anche il contesto d’uso del tempo imperfetto in italiano, proprio perché piuttosto variegato, può risultare complesso, soprattutto per chi è alla prime armi. Potresti ad esempio non capire quando utilizzarlo al posto del passato prossimo.
Dunque, se sei alle prese con i “misteri dell’imperfetto” continua a leggere. In questo articolo ti spiegheremo in modo facile e pratico quando e come utilizzarlo in maniera appropriata.
Quando si usa il tempo imperfetto in italiano?
Come abbiamo anticipato, una delle maggiori difficoltà del tempo imperfetto in italiano riguarda proprio la comprensione dei suoi contesti d’uso.
Diciamo innanzitutto che l’imperfetto è un tempo verbale che indica un’azione o uno stato nel passato che si ripete, oppure che ha una durata. Se hai le idee più confuse di prima, facciamo qualche esempio concreto per aiutarti a semplificare il tutto.
Nella frase “quando ero in vacanza, andavo ogni giorno al mare”, l’imperfetto “andavo (ogni giorno al mare)” rappresenta un’azione nel passato che si ripete.
Nella frase “mentre Anna studiava, lavorava in pizzeria”, invece, “studiava” e “lavorava” sono un esempio di azione che ha una durata nel passato.
Altro contesto di applicazione del tempo imperfetto in italiano molto diffuso sono le descrizioni del passato, ad esempio, “aveva dei lunghi capelli biondi ed era molto bella”. In questo senso, guardare film e leggere storie in italiano è un buon approccio per imparare a utilizzare l’imperfetto per descrivere e raccontare.
Il tempo verbale imperfetto viene inoltre spesso preferito per esprimere richieste cortesi riferite al presente. Ad esempio, nella domanda “scusi, cercavo un bagno”, l’azione si svolge nel presente ma in italiano si usa spesso l’imperfetto “cercavo”.
Come vedi le occasioni di utilizzo del tempo imperfetto in italiano sono veramente tante e non si esauriscono in quelle che ti abbiamo mostrato. Ecco perché, per conoscerle davvero tutte, dovresti prendere delle lezioni di italiano idonee al tuo livello di partenza.
Come si coniuga un verbo all’imperfetto?
Prima di entrare nel dettaglio di come si coniuga un verbo all’imperfetto in italiano, parliamo di una particolarità che, forse, avrai notato.
Nelle desinenze di questo tempo verbale c’è sempre la lettera “v”. Si tratta dunque di un indizio che puoi utilizzare per capire se il verbo in questione è proprio l’imperfetto, sempre se coerente con il contesto di utilizzo.
Per formare l’imperfetto dei verbi regolari, basta prendere l’infinito del verbo (il tempo che termina con -are, -ere, -ire) e aggiungere le desinenze dell’imperfetto.
Facciamo un esempio di come si forma concretamente il tempo imperfetto in italiano per ognuna delle 3 coniugazioni dell’infinito:
- Verbi in -are come “parlare”: togli –are dall’infinito e aggiungi le desinenze -avo, –avi, -ava, -avamo, –avate, e -avano. Avremo quindi “io parlavo”, “tu parlavi”, “lui/lei parlava”, “noi parlavamo”, “voi parlavate”, “essi parlavano”.
- Verbi in -ere, ad esempio “correre”: togli -ere e aggiungi le desinenze -evo, –evi, –eva, -evamo, -evate ed –evano. Avremo quindi “io correvo”, “tu correvi”, “lui/lei correva”, “noi correvamo”, “voi correvate”, “essi correvano”.
- Verbi in -ire come “partire”: togli -ire e aggiungi: -ivo, -ivi, -iva, -ivamo, -ivate e -ivano. Avremo quindi “io partivo”, “tu partivi”, “lui/lei partiva”, “noi partivamo”, “voi partivate” ed “essi partivano”.
Per quanto riguarda invece i verbi irregolari, devi sapere che molti dei verbi che al presente indicativo si comportano in modo irregolare, al tempo verbale imperfetto diventano regolari.
Sono invece irregolari all’imperfetto i verbi “fare”, “bere”, “dire” ed “essere”. Ad esempio il verbo “essere” diventa “io ero”, “tu eri”, “lui/lei era”, “noi eravamo”, “voi eravate”, “essi erano”.
Fare degli esercizi di grammatica italiana ti aiuterà a riconoscerli e imparare a creare l’imperfetto correttamente.
L’importanza di non sbagliare il tempo imperfetto in italiano
Commettere errori nell’uso del tempo imperfetto in italiano può essere causa di fraintendimenti o, comunque, di una comunicazione non corretta ed efficace.
Immagina, molto banalmente, di dover raccontare cosa hai mangiato ieri a cena. Se dicessi “ieri sera mangiavo la pasta” al posto di dire “ieri sera ho mangiato la pasta”, formuleresti una frase incoerente in italiano, confondendo passato prossimo e imperfetto.
Dunque se per esigenze di studio o lavoro devi raggiungere una fluidità e una conoscenza della lingua di livello A2, devi assolutamente conoscere e utilizzare correttamente l’imperfetto.
Per riuscire davvero ad approfondire tutte le casistiche e i contesti d’uso di questo tempo verbale così complesso, seguire un buon corso di italiano è fondamentale.
Opta però per un percorso, in presenza o con una classe di italiano online, che alla grammatica affianchi la possibilità di applicare la lingua in contesti reali.
Solo in questo modo riuscirai ad acquisire la capacità di comprendere appieno i casi in cui devi utilizzare l’imperfetto nelle tue conversazioni quotidiane.










