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Storia di un dono
Nel novembre del 1984
ricevetti una proposta di collaborazione dalla “School of Humanities” della
“Flinders University of South Australia” di Adelaide. La proposta mi parve interessante,
e stavo per accettarla, quando, proprio in quei giorni, ricevetti un'altra lettera
dall'Australia, dal dott. Carlo Zincone, direttore dei corsi della Società
Dante Alighieri presso la “Griffith University” di Brisbane. Anche il dott.
Zincone mi fece una proposta interessante: “...
invece che Lei venga qui ad insegnare l'italiano, noi stessi possiamo inviarLe
studenti australiani che desiderano frequentare corsi d'italiano in Italia”.
Questa seconda proposta prevalse sulla prima; da allora i miei programmi,
e lo stesso corso della mia vita, cambiarono definitivamente.
Da quel momento iniziò una fitta corrispondenza con il dott. Carlo Zincone
che portò ad una sua prima visita a Urbania e a Urbino nel dicembre 1984
e ad un'altra nel dicembre 1985, questa volta accompagnando un gruppo di studenti
d'italiano della “Griffith University”. Questo fu il primo gruppo, in assoluto,
a fare il primo “stage” linguistico e turistico nel nostro territorio.

Per
i futuri corsi da istituire, bisognava scegliere la località dove far
sorgere la nuova scuola. Inizialmente pensai ad Urbino, e questo per la sua
fama, essendo certamente la più conosciuta fra le località della
nostra Provincia, almeno per chi s'interessa di storia e di cultura. L'idea
mi sembrava molto attraente. Inoltre il corso estivo di lingua e cultura italiana
per stranieri organizzato dall'Università di Urbino era già molto
conosciuto…
Ma vi erano anche aspetti negativi da soppesare, ad esempio il fatto che Urbino
fosse una città troppo turistica. Dopo qualche settimana di incontri,
sopralluoghi, verifiche e riflessioni giunsi a scartare questa soluzione. Nella
mia scelta molto contò il principio etico di non voler raccogliere dove
altri hanno seminato. Perciò ho orientato la mia scelta finale su Urbania.
La decisione fu felice e non me ne sono pentito. Ad Urbania ho trovato le condizioni
indispensabili per poter realizzare il mio progetto, pur in mezzo a non poche
difficoltà di ogni genere. Ho potuto contare sempre sull'appoggio morale
della gente, sui sentimenti di quelle persone semplici e sincere che non mi
hanno mai negato la loro solidarietà, specialmente nei momenti particolarmente
difficili.
Nessuno mi ha obbligato a scegliere Urbania; è stata una mia libera e
consapevole scelta personale.
Io avevo ricevuto un dono dal dott. Carlo Zincone e a mia volta ho fatto un
dono alla città di Urbania. Ma anche la città di Urbania ha fatto
un dono a me.
Carlo Amedo Pasotto

1
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Il
20 gennaio 1986 mi recai a Roma e, insieme con il dott. Carlo Zincone,
facemmo visita al Segretario Generale della Società Dante Alighieri,
comm. dott. Giuseppe Cota. In quell'occasione gli presentammo il progetto
dei corsi per stranieri da realizzarsi ad Urbania. Ne fu entusiasta. Dopo
quell'incontro, mi recai dal Segretario Generale diverse altre volte,
e in quegli incontri si concretizzò la realizzazione della Scuola
per stranieri di Urbania. Col tempo nacque anche una sincera e rispettosa
amicizia fra noi.
In quei mesi di fervorosa elaborazione del progetto, ci fu un evento che ebbe una grande importanza sugli sviluppi successivi: il prof. F. John Willett, fondatore e primo rettore della “Griffith University” di Brisbane, Australia, fu mio ospite graditissimo per una decina di giorni nella prima metà di aprile. Era venuto a farci visita perché aveva tanto sentito parlare, dal dott. Carlo Zincone, della mia famiglia, di questa iniziativa dei corsi d'italiano per stranieri ad Urbania... |
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Il
prof. Willett, prima di lasciare Urbania, una domenica mattina tenne una
interessante conferenza al pubblico urbaniese, nella Sala Consiliare del
Comune, trattando diffusamente di questi temi. Morì alcuni anni
dopo, ma sempre conservò un particolare ricordo del suo soggiorno
a Urbania e sempre seguì con grande interesse e passione l'andamento
e gli sviluppi dei nostri corsi di lingua e cultura italiana.
Considero il prof. Willett una specie di vate e di nume tutelare, che con la sua presenza, il suo consiglio, il suo |
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incoraggiamento, ha attraversato la mia vita come una meteora luminosa,
nel momento in cui stava per partire questa grande impresa. Avevo bisogno,
in quel momento particolare della mia vita, di una persona come John Willett.
Conservo di lui un caro e grato ricordo. Gli sarò sempre riconoscente.
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2
Per
rendere possibile ad Urbania l'avvio dei corsi di lingua e cultura italiana
per stranieri, bisognava costituire il Comitato di Urbania della Società
Dante Alighieri. La proposta, sentito il parere del Consiglio Centrale della
“Dante”, fu accolta con calore e simpatia dall'allora presidente Giovanni di
Giura.
Con una deliberazione del Presidente, l'11 marzo 1986 fui nominato reggente
del costituendo Comitato di Urbania.
Non ebbi difficoltà a trovare quei 50 soci ordinari, e un buon numero
di soci perpetui, che, con la loro adesione, resero possibile la costituzione
del Comitato.
La cerimonia ufficiale di fondazione si tenne la sera del 27 giugno 1986 nella Sala Consiliare del Comune di Urbania, alla presenza del Segretario Generale della Società Dante Alighieri, Cota; del Presidente del Consiglio regionale della Regione Marche, Giampaoli; dell'Assessore regionale, Scriboni; dell'Assessore provinciale, Bonci; del Sindaco di Urbania, Ebe Biagetti e di altre personalità. La seduta si concluse con la mia elezione, per acclamazione, a presidente del Comitato di Urbania.

Il
primo corso per stranieri incominciò pochi giorni dopo, e si tenne dal
30 giugno al 25 luglio (il secondo, dal 28 luglio al 22 agosto e, il terzo,
dal 25 agosto al 19 settembre). Si erano iscritte solo 4 studentesse (che delusione,
dopo tanto lavoro, tante speranze e tante attese!). Ma “in nuce” era già
una scuola per stranieri: 4 studentesse di 3 diverse nazionalità (1 austriaca,
2 olandesi e 1 australiana), provenienti da 2 continenti.
Il secondo corso andò anche peggio: 5 studenti, ma uno solo pagante.
Qualche maggiore soddisfazione la diede il terzo corso: 11 studenti, anche se
non tutti paganti. Il totale dei tre corsi fu dunque di 20 studenti. Durante
quei corsi feci di tutto: insegnante, autista, segretario, cicerone durante
le escursioni, ecc.. Mia moglie poi faceva la ostessa, con la casa trasformata
in ostello per studenti…
Confesso che questa partenza così modesta mise a dura prova la fede,
non solo mia, ma anche della maggior parte degli urbaniesi. Eppure un buon seme
era stato posto in un buon terreno, ed i frutti non sarebbero mancati.

3
La
crescita, nei primi anni, fu molto rapida. 20
studenti nel 1986; 153
nel 1987 (cinque corsi di 4 settimane, da maggio a settembre);
350 nel 1988 (in sette
corsi, da aprile ad ottobre); 453
nel 1989; 520
nel 1990, con la scuola aperta praticamente tutto l'anno.
Da allora la cifra si è stabilizzata intorno ai 500 l'anno.
Finora
(giugno 2005), hanno frequentato il Centro Studi Italiani 8.149
studenti (più della popolazione di Urbania!), provenienti
da 113 Paesi di tutto
il mondo:
Albania, Algeria, Angola, Arabia Saudita, Argentina, Armenia, Australia, Austria,
Bangladesh, Belgio, Benin, Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, Brasile, Bulgaria,
Burkina Faso, Burundi, Camerun, Canada, Capo Verde, Rep. Ceca, Cile, Repubblica
Popolare Cinese, Cipro, Città del Vaticano, Colombia, Congo (Brazzaville),
Rep. Dem. del Congo (Kinshasa), Corea del Sud, Costa D'Avorio, Croazia, Danimarca,
Repubblica Dominicana, Egitto, Estonia, Isole Figi, Filippine, Finlandia, Francia,
Gabon, Gambia, Germania, Ghana, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Guatemala,
Haiti, Hong Kong, India, Indonesia, Iran, Iraq, Irlanda, Islanda, Israele, Italia,
Kazakistan, Kenya, Kirghizistan, Lesotho, Libano, Liberia, Libia, Liechtenstein,
Lituania, Lussemburgo, Madagascar, Malaysia, Malta, Marocco, Messico, Principato
di Monaco, Myanmar (Birmania), Nigeria, Norvegia, Nuova Zelanda, Olanda, Pakistan,
Paraguay, Perù, Polonia, Portogallo, Romania, Ruanda, Russia, Isole Samoa,
S. Tomé e Principe, Serbia-Montenegro, Singapore, Siria, Slovacchia,
Slovenia, Spagna, Sri Lanka, Sud Africa, Sudan, Svezia, Svizzera, Taiwan, Tanzania,
Thailandia, Togo, Trinidad e Tobago, Turchia, Ucraina, Uganda, Ungheria, Uruguay,
U.S.A., Venezuela, Vietnam, Zimbabwe .
4
Una crescita tanto rapida non poteva non creare dei problemi. Problemi di crescita, appunto. Ma non solo.
Ben
presto iniziarono prestigiosissime collaborazioni internazionali con istituzioni,
università, conservatori. Si pensi che nel primo corso per cantanti lirici
stranieri (giugno 1987), parteciparono 2 professori del Conservatorio di Oberlin,
Oberlin College, Ohio, U.S.A.: Daune Mahy e Gerry Crawford. Tanto furono entusiasti
che già l'anno dopo ritornarono con una trentina di loro studenti. Così
nacque, nel 1988, il programma “Oberlin in Italy”, diretto ininterrottamente
per 18 anni da Daune Mahy, fino al presente 2005. Questa ed altre collaborazioni
con istituzioni internazionali imposero rigorose scelte di tipo amministrativo
e organizzativo alla giovane scuola per stranieri.
Non era possibile offrire quegli “standard” qualitativi elevati, com'era ormai
richiesto dalla natura delle cose, senza modificare l'assetto giuridico della
scuola. Cioè non bastava più il volontariato, con tutto ciò
che ha di slancio e di generosità. Sempre più si richiedeva continuità,
professionalità, affidabilità. Senza questi requisiti la scuola
avrebbe avuto vita breve.
Perciò,
soprattutto per queste ragioni, nacque nel marzo 1988 il Centro Studi Italiani,
che si affiancò con i suoi corsi a quelli organizzati dal Comitato della
“Dante Alighieri”. Questa fu la risposta giusta per le necessità di quel
momento ed un atto di lungimiranza in vista di quelle future.
5
Nell'estate 1986, i primi corsi per stranieri si tennero ad Urbania, nel “Biennio” (Istituto Francesco Maria II della Rovere, in via Garibaldi). L'anno seguente il Comune di Urbania mise a disposizione della “Dante” parte dei locali attualmente occupati dalla Biblioteca Civica sita nel Palazzo Ducale. Questa “sede” durò fino al maggio 1988. Dal mese di giugno di quello stesso anno entrammo in quella che fu la prima vera sede del Centro Studi Italiani: il prestigioso “Palazzo del Governatore”, sito in via Ugolini 15/17. Questa non era più una sede concessa in comodato alla “Dante”, ma una sede presa in affitto dal Centro Studi Italiani. Dal giugno 1988 al febbraio 1995 il Centro Studi Italiani è stato l'unico inquilino dell'intero palazzo, fino a quando fu costretto a traslocare per l'imminenza di lavori di ristrutturazione e restauro.
Lo
stabile dell'attuale sede di via Boscarini 1, l'ex-Orfanotrofio femminile S.
Giuseppe di Urbania (Palazzo Luzi), è stato da noi ribattezzato “Collegio
Boscarini”, in memoria di mons. Guerrantonio Boscarini (XIX secolo), Vescovo
di Urbania, benemerito fondatore dell'orfanotrofio.
Dal giugno 1988, il Comitato della Società Dante Alighieri di Urbania
ha avuto la sua sede sempre presso il Centro Studi Italiani, prima in Via Ugolini
15/17 e poi (tuttora) in via Boscarini 1.
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Fin dai primi anni, numerosi sono stati i gruppi organizzati, specialmente di cantanti lirici, ma non solo, che sono venuti a Urbania per anni. I principali sono stati:
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“Oberlin in Italy” : direttrice artistica: Daune Mahy (Conservatorio di Oberlin, USA) a partire dal 1987 e sino al corrente anno. Rappresentazioni: Opere, Scene di Opere, Concerti a Urbania, Urbino, Sant'Angelo in Vado, Fermignano, Apecchio, Sassocorvaro, Pennabilli, San Leo, Pergola, Pesaro, Riccione, S. Lorenzo in Campo, Ostra Vetere, Montefiore Conca, Monte Urano.

Pontificio Collegio Urbano “De Propaganda Fide” , nni 1989 - 2003.

University of South Carolina , programma speciale per corsi MIBS-IMBA: anni 1990 – 2005.
“Centro Studi Italiani in New York” , direttrice artistica: Joan Patenaude-Yarnell (Curtis Institute of Music di Philadelphia e Manhattan School of Music di New York), a partire dal 1993 e sino al 2003. Concerti e Scene di Opere a Urbania, Urbino, Sant'Angelo in Vado, Porto San Giorgio, Montebelluna, San Giovanni in Marignano, Maiolo, Mondolfo, Pennabilli, Sassocorvaro, Montecosaro, Monte Gridolfo.
Gruppo di Carlos Montané (Indiana University, USA), anni 1995, 1996, 1997. Concerti a Urbino, Urbania, Piobbico.
Gruppo di Maya Schermerhorn , programma speciale per cantanti olandesi, anni: 1999, 2000, 2001. Concerti a Urbania e Piobbico.
“Chamber Music in Urbania” , direttore Stephen Swedisch (DePaw University, USA), anni: 2000, 2001. Concerti a Urbania, Sant'Angelo in Vado, Fossombrone, Apecchio, Civitanova Marche.
" La Musica Lirica Italiana a Urbania" , direttrici Brygida Bziuckiewiz e Kathryn Hartgrove (White Water University, USA) a partire dal 2000 e sino al 2004. Opere, Scene di Opere, Concerti a Urbania, Urbino, Sant'Angelo in Vado, Macerata Feltria, Pergola, Novafeltria.

Millikin University , corso speciale ad indirizzo artistico, anni 2002, 2005.
" La Lingua del Canto" , direttrice artistica Sheila Luxon (Christchurch University College, Canterbury, GB), programma speciale per cantanti britannici, anni 2001, 2002, 2003. Concerti a Urbania e Belforte all'Isauro.
“Voce e Bel Canto” , direttore artistico prof. Sebastian Vittucci (Università della Musica di Vienna), gruppo speciale di cantanti europei ed internazionali basato sul metodo Feldenkrais. Tiene 2 programmi all'anno a Urbania: uno a febbraio e uno ad agosto, anni 2004, 2005.
“Stage combat” , diretto da Ran-Arthur Braun , programma speciale, unico nel suo genere, di arte scenica di combattimento per attori di teatro, televisione e cinema, con la partecipazione di Tony Wolf, direttore delle scene di combattimento della trilogia de “Il Signore degli Anelli”. Il programma si tiene nel mese di agosto, a partire dal 2004, a Urbania e Piobbico.
“Lirica Italiana per la Cina ” , direttrice Zhang Xian , vice-segretaria generale dell'Associazione Musicisti di Cina (CMA). Programma speciale della Repubblica Popolare Cinese organizzato dalla CMA. Urbania, agosto 2004 e luglio 2005.
“Lingua e Lirica italiana” , direttrice artistica Cecilia Mieko Hata (Università delle Arti di Nagoya, Giappone). Programma speciale per cantanti giapponesi. Settembre 2004.
“China Conservatory in Beijing”
, diretto da Song Yi
, programma che raccoglie professori e studenti di vari conservatori della Repubblica Popolare Cinese, agosto 2005.
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Sono certamente lontani i tempi in cui, durante i primi viaggi ad Urbania, passeggiando per il corso con la moglie inglese e i bambini piccoli, attiravamo la curiosità dei negozianti, che letteralmente uscivano dai negozi per squadrare meglio “i forestieri” e la donna “straniera”.
Ciò avveniva fra il 1978 e il 1982, anno in cui mi sono trasferito in zona con la famiglia. Da allora, con migliaia e migliaia di studenti stranieri provenienti da tutto il mondo, ormai Urbania è diventata una cittadina davvero internazionale. Non si può non notare, a questo proposito, una differenza tra Urbania e i Comuni vicini, dove questa massiccia presenza di studenti stranieri non c'è stata.

Un fenomeno di queste dimensioni ha prodotto certamente un indotto culturale e sociale di prim'ordine, ma soprattutto un importantissimo indotto economico per Urbania e il territorio circostante, la Provincia , la Regione. Tutto ciò è stato realizzato con le sole nostre forze, praticamente a costo zero per gli Enti pubblici territoriali.
Ho potuto contare in questi anni diversi matrimoni fra nostri studenti e urbaniesi e, in ogni caso, lo svilupparsi di rapporti di amicizia e tutta una trama di relazioni interpersonali che ormai legano Urbania a tante località di tutto il mondo.
Un aspetto non trascurabile dell'indotto
è stata la proliferazione del modello di scuola per stranieri rappresentato
dal Centro Studi Italiani di Urbania.
Nel 1986 siamo stati la prima scuola per stranieri delle Marche e dell'intero
versante adriatico dell'Italia. C'erano già, e da anni, numerosi corsi
d'italiano per stranieri. Si pensi al corso estivo organizzato dall'Università
di Urbino, ai corsi organizzati a Rimini dall'Università di Bologna,
alla “Sogesta” e anche ad altre istituzioni, ma questi erano corsi d'italiano,
non “scuole per stranieri”, nel senso proprio che questa espressione ha assunto
dopo la nascita del Centro Studi Italiani, con quel suo originale carisma che
le è stato riconosciuto dal prof.
tt. Questo modello si è diffuso nel
territorio, per cui oggi, nella sola provincia di Pesaro e Urbino, si contano
una decina di scuole per stranieri, che direttamente o indirettamente derivano
dal Centro Studi Italiani. Ma non solo. Il modello ha trovato imitatori anche
in altre regioni: Emilia-Romagna, Veneto, Toscana, Umbria.
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Fin dai primissimi anni, un'altra importante collaborazione con l'Australia si era sviluppata, quella con il
Centre of Italian Studies di Melbourne e con il suo direttore, Elio Guarnuccio.
Nel 1991 Elio venne a Urbania e vi soggiornò tutta l'estate, raggiungendo suo fratello Claudio che già vi si trovava, perché quell'anno insegnava nei nostri corsi. Insieme scattarono migliaia di fotografie che servirono poi per la realizzazione del libro di testo per stranieri
“Ci siamo” .
Questo originale sussidio didattico per l'insegnamento dell'italiano come L2 consisteva nel libro di testo, libro degli esercizi per lo studente, manuale dell'insegnante e una serie di audiocassette per l'insegnante e per lo studente. Per il nostro Centro fu una collaborazione di grande interesse didattico che si tradusse in una prestigiosissima collaborazione con la casa editrice CIS-Heinemann, la quale nel 1997 pubblicò “Ci Siamo” e lo mise in commercio.
Il libro di testo, nel presentare le varie unità didattiche, ambienta a Urbania una storia, non vera ma verosimile, di studenti stranieri che frequentano i nostri corsi. Tutta la città vi appare, con le sue vie, le sue piazze, i suoi monumenti, i suoi personaggi più tipici…
Tutto ciò innegabilmente costituisce un'efficace promozione di Urbania nel mondo, specialmente in quello anglosassone. “Ci siamo” ha contribuito enormemente a far conoscere Urbania (e anche la nostra scuola).
9


L'idea di tenere a Urbania dei “corsi musicali” fu del dott. Giuseppe Cota, Segretario Generale della Società Dante Alighieri. Era la sera della fondazione del Comitato di Urbaia della “Dante” (27 giugno 1986) e stavamo percorrendo il corso (il dott. Cota, mia moglie Anna ed io) per recarci proprio alla Sala Consiliare del municipio, dove si sarebbe tenuta l'assemblea costitutiva del Comitato. Ad un certo momento il dott. Cota si fermò, si guardò intorno e, dopo una pausa (tutto assorto, quasi ispirato), disse, abbassando il tono di voce: ”Io li vedo bene dei corsi musicali ad Urbania”. Infatti, non è la lingua italiana la lingua universale della musica? E questo non solo per la musicalità che è propria della nostra lingua, ma anche per l'importanza davvero speciale della tradizione musicale italiana che tutto il mondo riconosce. Quest'intuizione, che si rivelò profetica, fu da noi ripresa e sviluppata. Ci apparve ben presto chiaro che questi “corsi musicali” sarebbero dovuti essere soprattutto dei corsi per cantanti lirici stranieri, interessati a perfezionarsi nel repertorio lirico italiano. Qui si vedeva più chiaramente il legame, veramente strettissiomo, fra la lingua italiana e il repertorio lirico italiano.
Chi ci aiutò ad elaborare uno specifico e originale programma di corso per cantanti lirici stranieri fu l'urbaniese maestro Maurizio Spaccazzocchi, professore al Conservatorio “Rossini” di Pesaro, e la polacca Genia Las (mezzo soprano), da tanti anni residente in Italia e grande amica di Anna.
Era l'agosto 1986, con una serie di incontri venne definito nei particolari il programma dei corsi. Fra l'altro venne individuato nel maestro Carlo Morganti, pure professore al Conservatorio di Pesaro, il “coach” che avrebbe dovuto fungere anche da direttore artistico. Che il programma, così com'era stato concepito e strutturato, fosse unico nel suo genere (in Italia e nel mondo) ce lo confermò poi, ufficialmente, il Ministero degli Affari Esteri.
I primi corsi individuali per cantanti lirici stranieri si sono tenuti nell'estate 1987 e nell'estate 1988 abbiamo avuto il primo gruppo organizzato, cioè il primo programma internazionale:
“Oberlin in Italy” . Da allora, di anno in anno, i corsi hanno avuto un numero crescente di iscrizioni individuali e anche di gruppi organizzati.
Con tutta questa abbondanza di “materia prima” è stato facile concepire l'idea di organizzare un vero e proprio festival: il
“Centro Studi Italiani Opera Festival”
per giovani voci e strumentisti di tutto il mondo. Era la fine di maggio del 2000, anno giubilare per l'inizio del nuovo millennio.
Coincidenza, questa, felice ed augurale.

Il Festival si compone di programmi internazionali di 4 settimane ciascuno. Ogni programma si struttura a seconda dell'impostazione che gli dà il suo direttore artistico. Di sicuro contiene una parte linguistica, al mattino, che consiste nello studio della lingua italiana, con una speciale attenzione alla corretta pronuncia, e, al pomeriggio, il perfezionamento del repertorio lirico italiano, con lezioni individuali tenute da maestri italiani, studio individuale e prove d'insieme,“master class”; rappresentazioni e concerti nelle serate.
Il Centro Studi Italiani Opera Festival è unico nel suo genere perché è riservato a giovani voci della
lirica esclusivamente italiana
di tutto il mondo sia perché è veramente
senza scopo di lucro : i giovani artisti infatti si esibiscono gratuitamente e gli ingressi sono liberi (eccetto ad Urbania, per via del regolamento del teatro comunale). Persegue il fine di promuovere in Italia e nel mondo un rinnovato amore per la lirica italiana.
Il programma “Oberlin in Italy” del giugno 2000 rappresentò, come prima opera del Festival,
“Amelia al Ballo” , di Menotti. La scelta non fu casuale, ma di alto valore emblematico, perché il grande maestro italo-americano ben simboleggia lo spirito e le finalità del nostro Festival.
Gian Carlo Menotti è emigrato negli Stati Uniti giovanissimo, perché aveva vinto una borsa di studio al “Curtis Institute”. A 20 anni ha scritto la sua prima opera “Amelia al ballo”, che gli ha fatto iniziare una splendida carriera quale più rappresentato compositore lirico italiano vivente ed è celeberrimo per il suo
“Festival dei due mondi” .
I nostri giovani studenti di canto di tutto il mondo (provenienti anche dal “Curtis Institute”) fanno il viaggio opposto: vengono in Italia per perfezionarsi nella lingua e nell'interpretazione del nostro repertorio lirico per poi portarlo nei loro Paesi. Il successo del maestro Menotti vorremmo che fosse il successo di ciascuno di loro… Anche grazie al nostro Festival la lirica italiana si diffonde ed è sempre più conosciuta ed apprezzata nel mondo.
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Il 1994 fu un anno particolarmente difficile. Dovemmo lasciare la vecchia sede di via Ugolini (febbraio 1995), e questo evento era stato preceduto da rilevanti lavori (e spese ingenti) di ristrutturazione e di “messa a norme” degli impianti nella nuova sede di via Boscarini 1, chiusa ormai da decenni.
Nel mese di marzo e successivi ho avuto seri problemi di salute: un infarto, un delicato intervento chirurgico, una lenta riabilitazione. La perdurante guerra nell'ex-Jugoslavia rendeva la nostra area geografica a rischio e non incoraggiava l'afflusso di studenti stranieri e turisti. Tutto ciò ci ha fatto perdere numerosi studenti. La ripresa venne con il 1995, nella nuova sede, meno monumentale ma più funzionale. La fine delle ostilità nella ex-Jugoslavia, il ritrovato slancio e l'entusiasmo fecero il resto. In breve si ritornò agli “standard” degli anni precedenti. Anzi vennero superati.
L'ultima grande impresa del Centro Studi Italiani, divenuto nel frattempo
“Polo Universitario Internazionale”
, è la Cina. Con il suo miliardo e trecento milioni di abitanti è il “gigante” di oggi e, prevedibilmente, lo sarà sempre più in futuro.
Per questo Paese sono stati elaborati dei programmai speciali e i primi risultati si sono visti: nell'anno 2004, in agosto, è iniziato il programma
“Lirica italiana per la Cina ”.
Nel 2005 questo programma continua con la seconda edizione, ma nel mese di luglio. Un nuovo programma cinese per cantanti lirici è stato organizzato per l'agosto di quest'anno dal
“China Conservatory” di Pechino, che raggruppa anche studenti e professorei di altri importanti conservatori cinesi.
Nel frattempo sono giunti anche i primi studenti che frequentano il corso preparatorio per accedere alle università italiane del nostro programma
“Il Ritorno di Marco Polo”
. Per tutti rimane un problema l'ottenimento dei visti di studio, che rallenta il flusso e complica la realizzazione dei programmi. Le normative per questi visti stanno cambiando e si spera che a partire dall'autunno-inverno 2005 non ci siano più problemi per ottenerli.
Oltre alla Cina, altri Paesi emergenti stanno attirando l'attenzione del Centro Studi Italiani: l'Est europeo, l'India, alcuni Paesi arabi e alcuni Paesi dell'America Latina. Ma di ciò tratteremo ampiamente nella prossima mostra, fra 20 anni (se Dio vuole).
Carlo Amedeo Pasotto
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Si ringraziano i seguenti “sponsor” che, nel corso di questi 20 anni,
hanno dato un aiuto economico al Centro Studi Italiani sotto forma di
contributi o di borse di studio: |